Studio Montrucchio Capello

Patto di famiglia

Patto-di-famiglia

Il patto di famiglia

E’ un atto mediante il quale viene trasferito il patrimonio aziendale agli eredi ed ha la finalità di evitare contestazioni tra le parti. In un contesto come quello italiano, caratterizzato da imprese in maggioranza a conduzione familiare, rappresenta una delle principali opzioni per l’imprenditore che voglia pianificare il passaggio generazionale.

L’atto che regola il patto di famiglia necessita del notaio e della partecipazione dei cosiddetti “eredi legittimari”, tipicamente quindi coniuge e figli; questi ultimi infatti sarebbero tali in caso di ipotetica  successione dell’imprenditore.

Esempio concreto

Facendo un esempio pratico, qualora l’imprenditore volesse trasferire l’azienda o quote di azienda a terzi assegnatari, questi, dovrebbero a loro volta liquidare i legittimari (coniuge e/o figli di cui sopra) considerando la loro rispettiva quota di legittima.

I legittimari hanno in ogni caso la facoltà di rinunciare alla liquidazione di tale somma anche se è un fatto abbastanza improbabile mentre molto più spesso si assiste alla casistica per cui gli stessi ricevono dei beni in natura anziché denaro; in questo caso, tali beni concorrono, in una sorta di anticipo di eredità, come imputazione alla quota di legittima spettante.

Impugnazione contro il  patto di famiglia

Può essere impugnato per vizi di consenso entro 1 anno, mentre, nel caso in cui dopo la stipula del patto di famiglia, nuovi “legittimari” dovessero entrare in scena, ad esempio il nuovo coniuge  o nuovi figli, la normativa prevede che, i nuovi “legittimari” avranno il diritto di chiedere a coloro che avevano stipulato il patto di famiglia precedentemente (cosiddetti beneficiari), il pagamento della quota di legittima spettante sorta successivamente alla stipula del patto di famiglia.

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